Meles Zenawi; Morte Di un Gendarme

After dying several times on the internet, Meles Zenawi has ceased to live for real.

Grief over the death of a faithful dog – hypocrisy of the western world

By Francesco Cecchini,

Dopo essere morto diverse volte su internet, Meles Zenawi ha smesso di vivere per davvero. Nella notte tra lunedì e martedì scorso, in un ospedale di Bruxelles, lontano dall’ Etiopia.

Il giorno dopo il nostro Ministro degli Esteri Terzi ha scritto di Meles Zenawi come di un leader africano che ha dedicato la vita a combattere la povertà, garantendo il il progresso del suo popolo. Chissà se Terzi realmente credeva a questa balla, mentre scriveva le condoglianze?

Meles Zenawi è stato per 19 anni il padre padrone dell’Etiopia, ma a sua volta ha avuto un proprietario con casa a Washington. Clinton, Bush e d Obama gli hanno dato il compito di essere il gendarme numero uno degli Stati Uniti nel Corno d’ Africa. Meles ha cercato di fare meglio che poteva il cane da guardia dell’occidente e di azzannare il terrorismo in Somalia o l’indocile Eritrea. Senza però grandi successi .

Per esempio, gli Stati Uniti utilizzano l’aeroporto di Arba Minch, nel sud del paese, per inviare in Somalia gli arei senza pilota, i terribili droni reaper, che colpiscono villaggi somali uccidendo gli abitanti, ma non riescono a venire ancora a capo della guerriglia islamica.

Il 5 Aprile 2010 Meles ha dichiarato ufficialmente in un intervento al parlamento di voler aiutare gli eritrei a far fuori il regime di Isaias Afwerki, accusato di sostenere movimenti di liberazione in Etiopia e movimenti islamici in Somalia. Sue testuali parole sono state le seguenti: “ Non abbiamo intenzioni di invadere l’ Eritrea, ma dobbiamo estenderei la nostra influenza” . Se tentativi ci sono stati, come l’incursione del 22 marzo scorso, sono falliti. In realtà il cuore del problema è il rifiuto di Meles di restituire terre che appartengono all’Eritrea, come lo riconosce l’ONU.

Quale progresso ha poi assicurato nei suoi 19 anni di potere nella lotta contro la povertà?

In Etiopia solo circa metà degli 83 milioni delle persone che ci vivono può oggi bere acqua potabile ed avere cessi che funzionano. Senz’ ombra di dubbio è il più alto numero di esseri umani sprovvisti del minimo per sopravvivere, in Africa e forse del mondo intero..Questa carenza provoca morte. Nel 2010 sono morti circa 271 mila bambini sotto i cinque anni per fame,diarrea ed atro. Per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell’ Onu ed ampiamente sorpassarli, Meles Zenawi ha fatto scrivere l’ Universal Acces Plan II che prevede che per il 2015 il 98.5% della popolazione possa bere acqua potabile ed il 100% abbia accesso alla sanità. .Ma è un puro e semplice esecizio di fantasia per la stampa e per il padrone occidentale. Un esempio tra tanti. Oltre 65 milioni di etiopi vivono nelle zone rurali dove è endemico il tracoma. Sono urgenti misure di sicurezza sanitarie che ancora oggi sono ben lontane da essere messe in opera.

Il mattino dopo la morte un coro di dichiarazioni di dolore dal papa Benedetto a Obama Hilary Clinton a capi di stato europei ed africani hanno ricordato un personaggio, che non corrisponde alle lodi. Meles Zanawi uomo di pace, uomo del rinascimento africano, uomo che ha sconfitto la fame etc.,etc. sono una favola che conviene, ma la realtà è un racconto dell’orrore. Senz’altro qualcuno scriverà la vera biografia di Meles.

Il dolore per la morte del cane fedele si accompagna alla preoccupazione che si apra nel paese una fase di instabilità o che chi lo sostituisca non abbia le doti necessarie per tenere in piedi un paese dalle molte contraddizioni politiche, sociali ed etniche e fare bene il gendarme del Corno d’ Africa. Chi piange è anche l’ oligarchia tigrina, che da circa vent’anni domina politicamente ed economicamente il paese e non sa se potrà continuare a farlo senza la guida del fratello Meles. Un futuro incerto per l’arricchimento di questa élite nel paese forse più corrotto al mondo.

Al coro mancano alcune voci, quelle di milioni di etiopi che vivono poveri, affamati ed assetati, quelle dell’etnie in lotta che chiedono al governo centrale autonomia o indipendenza, il Fronte di Liberazione Oromo (OLF) e il Fronte Nazionale di Liberazione dell’Ogaden.

Assenti nel coro sono anche il popolo eritreo ed il suo governo. Meles Zenawi è un nemico che ha tradito antiche alleanze, che non ha rispettato patti internazionali, che ha minacciato ed aggredito. Un nemico quindi che non merita onore.

Il silenzio di Asmara in queste ore può essere interpretato come la speranza che una nuova leadership etiope normalizzi le relazioni e restituisca le terre eritree al popolo eritreo. Inizi un processo di pace insomma, i due popoli africani sono d’altra parte fratelli. Vi è anche la preoccupazione che qualcuno pensi ad una nuova aggressione, giocando la carta del nazionalismo per nascondere e superare difficoltà interne.

È anche realistico pensare che il Presidente Isaias Afwerki non invii condoglianze per la morte del nemico, ma un messaggio al popolo etiope affinché la morte di Meles Zanawi possa essere l’inizio di un tempo nuovo, di pace e cooperazione, tra i due popoli.


The above article was sent to TesfaNews and an Italian News Paper Il Manifesto by its author Mr. Francesco Cecchini. The News Paper may decline to publish it for its black and white content but not here with us. We are glad to incorporate Mr. Francesco Cecchini to our growing number of writers group . A software translation of the above article is as follows.


 

Meles Zenawi; DEATH OF A GUARD DOG

By Francesco Cecchini,

After dying several times on the internet, Meles Zenawi has ceased to live for real. In the night between Monday and Tuesday in a hospital in Brussels, far from Ethiopia.

The day after our Foreign Minister Terzi wrote Meles Zenawi as an African leader who has dedicated his life to fighting poverty, ensuring the progress of his people. I wonder if  Third Party really believed in this dance, writing condolences?

Meles Zenawi has been for 19 years the father master of Ethiopia, but in turn has had an owner with a home in Washington. Clinton, Bush and Obama gave him the task of being the number one gendarme of the United States in the Horn of  Africa. Meles has tried to do the best he could guard dog to bite the West and terrorism in Somalia and Eritrea unruly. But without great success.

For example, the United States use the airport in Arba Minch, in the south of the country, to send in Somalia Arei the unmanned drones the terrible reaper, affecting Somali villages, killing the inhabitants, but they can not come again at the head of Islamic guerrillas.

The April 5, 2010 Meles officially declared in a speech to parliament want to help Eritreans to take out the regime of Isaias Afwerki, accused of supporting liberation movements in Ethiopia and Islamists in Somalia. His exact words were as follows: “We have no intentions of invading ‘Eritrea, but we would extend our influence.” If there have been attempts, such as the raid on 22 March, have failed. In fact, the heart of the problem is the refusal of Meles to return lands belonging to Eritrea, as it recognizes the UN.

What progress has also secured in its 19 years in power in the fight against poverty?

In Ethiopia, only about half of the 83 million people who live there can now have safe drinking water and toilets that work. Senz ‘shadow of a doubt is the highest number of human beings do not have the minimum to survive in Africa and perhaps the world . This deficiency causes death. In 2010, about 271 000 children under five years died of starvation, diarrhea and atro. To achieve the objectives of the UN Millennium Development Goals and widely surpass, Meles Zenawi did write the’ Universal Acces Plan II, which provides that for 2015, 98.5% of the population to safe drinking water and 100% have access to healthcare. . But it is a pure and simple esecizio fantasy for the printing and the western master. One example among many. Over 65 million Ethiopians live in rural areas where it is endemic trachoma. Security measures are urgent health that still are far from being implemented.

The morning after the death of a chorus of statements by Pope Benedict pain to Obama Hilary Clinton heads of state from Europe and Africa have recalled a character that does not correspond to the praise. Meles Zanawi man of peace, a man of African Renaissance, a man who has overcome hunger etc., Etc. is a story that should, but the reality is a horror story. No doubt someone will write the true biography of Meles.

Grief over the death of a faithful dog is accompanied by the concern that it opens in the country a state of flux or who did not replace the skills needed to prop up a country of contradictions political, social and ethnic make good the gendarme Horn of ‘Africa. Who weeps is also the oligarchy tigrina, which for about twenty years dominated the country politically and economically and does not know if he will continue to do so without the guidance of his brother Meles. An uncertain future for the enrichment of the elite in the country, perhaps the most corrupt in the world.

The chorus some entries, those of millions of Ethiopians who live poor, hungry and thirsty, those who ask dell’etnie fighting the central government autonomy or independence, the Oromo Liberation Front (OLF) and the National Liberation Front of ‘ Ogaden.

Absent in the choir are also the Eritrean people and its government. Meles Zenawi is an enemy who betrayed old alliances, which did not comply with international agreements, which threatened and attacked. An enemy so he does not deserve honor.

The silence of Asmara in these hours can be interpreted as the hope that a new leadership Ethiopian normalize relations and to return the land to the Eritrean Eritrean people. Beginning of a peace process in short, the two African peoples are brothers on the other hand. There is also the concern that someone thinks of a new attack, playing the nationalist card to conceal and overcome internal difficulties.

It is also unrealistic to think that President Isaias Afwerki not send condolences on the death of the enemy, but a message to the people of Ethiopia to the death of Meles Zanawi might be the beginning of a new era of peace and cooperation between the two peoples.

Rest in Hell
Meles Zenawi died at the age of 57, a perfect fitting for the average life expectancy of a country he rules for 21 years.